Ho insegnato per 42 anni e mi sono sempre sforzata di insegnare ai miei alunni, e ancor prima ai miei figli ad essere critici, a cercare nuove soluzioni, ad impegnarsi per modificare quello che sembra non essere più funzionale al nostro vivere.
Ho da sempre creduto nella forza dell’educazione e della formazione, basi essenziali per un’istruzione che tenga in considerazione l’essere umano.
Ho da sempre creduto nell’importanza della storia, della mia amata filosofia, della letteratura che scava e penetra l’animo umano e mette in evidenza vizi e virtù del genere umano.
Oggi, forse più di ieri, è fondamentale assimilare le nuove prospettive che l’esistenza ci impone e che ci invita ad adattarci alla visione della vita che la società in modo pressante sembra volerci imporre incondizionatamente. Oggi, tutti noi necessitiamo di nuovi orizzonti che siano frutto di valori fondanti, spirito di osservazione, libertà di sperimentare, capacità di ascoltarci e di perdonarci per gli errori commessi a causa di valutazioni parziali che non hanno tenuto dei conto di tutte quelle variabili che hanno modificato il nostro modo di agire, interpretare e rielaborare il nostro vissuto.
Sono credente, non credo al caso, sono profondamente convinta che ognuno di noi, anche se non ne siamo consapevoli ha un compito ben specifico da assolvere durante la sua vita terrena nella consapevolezza che dal nostro operato dipende la vita di molte persone.
Da quando sono in pensione ho l’opportunità di leggere, di informarmi, di impegnare il mio tempo per capire senza essere assillata dall’orologio e dalle innumerevoli cose da fare, così che posso impiegare il mio tempo e spenderlo per fare tutto ciò che fino a quando ero in fase produttiva non potevo fare. Purtroppo, l’osservare la realtà che mi coinvolge e mi avvolge mi porta a dire che si presentano oggi modelli sempre più standard, sembra quasi che si agogni una omologazione che ci renda tutti uguali. Ma uguali non siamo!
Ognuno di noi è una bellissima “monade”, ma con porte e finestre che lasciano viaggiare flussi di comportamenti che vorrebbero uniformare le coscienze e far sì che si giunga a desiderare le stesse cose, si raggruppino gli stessi desideri, si ricerchi gli stessi stili di vita, come se non ci fosse più spazio per la diversità, l’originalità, l’innovazione il sentirsi degli “Ulisse” del nostro tempo, pronti a varcare le Colonne d’Ercole e scoprire nuovi mondi.
Vorrei che i miei figli, i miei nipoti, i giovani che si apprestano ad affrontare un nuovo anno scolastico, trovassero la forza di mettersi in gioco, consapevoli da dove vengono, ma con un’immagine ben chiara di dove vogliono andare.
Auguro a tutti di trovare l’ardire di essere se stessi, ancorati alle proprie radici, perché la storia personale vissuta ci aiuta a valorizzare il positivo del passato ma con un’ottica che si allontani dagli algoritmi che vogliono farci essere tutti uguali, tutti incasellati su azioni che “gli altri hanno deciso per noi”.
Auguro ai mie figli, ai miei nipoti, a tutti coloro che sono ancora in grado di mettersi in gioco di avere tanti dubbi, domandarsi il perché, cercare di comprendere la realtà attraverso un caleidoscopio che esalti le innumerevoli forme che l’esistere comprende, ascoltare e non solo sentire, osservare e non solo guardare, gustare e non solo mangiare, per essere lievito madre per se stessi e per tutti coloro che gli sono vicini.
Con quanto sta succedendo a livello mondiale, oggi occorrono persone in grado di comunicare e individuare nuovi schemi interpretativi, coscienze partecipi e consapevoli che ognuno di noi ha la capacità di modificare al meglio lo spazio vitale in cui vive, nel rispetto di sé e di tutti coloro che lo occupano.
Basta con la politica urlata, con la violenza gratuita, con l’essere perennemente attenti a vedere il bruscolino negli occhi altrui.
Oggi occorre saper dire “NO” per orientare le vele… perché è vero che non possiamo generare il vento, ma possiamo utilizzare le vele e il timone per sfruttare al meglio ciò che la quotidianità ci offre con lo spirito di coloro che prima di chiedere agli altri, chiedono a se stessi!
I grandi cambiamenti sono sempre partiti dal piccolo passo del singolo, per questo auguro a tutti coloro che domani riprenderanno la scuola per un nuovo anno scolastico di “pensare con la propria testa”, di mettersi in gioco in prima persona, anche se questo comporterà sacrificio, derisione, solitudine.
Occorre essere folli, in questo mondo di “normali” e impegnarci a rigenerare questa umanità che sta portandoci alla deriva e all’omologazione.
Forse, il vero intento di tutti noi dovrebbe essere quello di “aiutare le nuove generazioni a trasformarsi senza perdere la propria consapevolezza e la propria unicità”!
(da “Le Cianfrusaglie preziose” di AnnaMaria)
