foto di Marco Pardi
In marzo la nebbia assume profumi,
suoni e immagini diverse dal gelido inverno.
L’indistinto si mescola al conosciuto.
Al tratto preciso si sovrappone il tratto sfumato
pronto a diventare qualcosa di diverso da sé.
Il ghiaccio non penetra sulla pelle
si accontenta di pungere le mani,
di rendere opaca la luce che
cerca uno spiraglio per fendere l’aria
ma resta imprigionata nell’indistinto
contenendo in sé il reale e il sogno in una sintesi
di suoni, sapori e aromi
che ondeggiano tra ciò che è e ciò che si spera sia.
Lasciamo l’immaginazione libera di cercare spazi definiti
che i contorni morbidi modellano ma che non riescono a definire.
Lo spazio è realtà di vita che in sé tutto comprende e assimila
offrendo spazi a nuove possibilità di esistenza.
La nebbia della vita ci avvolge e ci guida
nel labirinto del quotidiano
senza il filo di Arianna.
(da “Le Cianfrusaglie preziose” di AnnaMaria)
