Ho da sempre amato
leggere!
Alle scuole
elementari, le mie letture preferite erano le fiabe e le favole. Ricordo
ancora, con una tenerezza infinita, i giorni successivi alla mia prima
comunione perché avevo ricevuto come regalo tantissimi libri, e quel tesoro,
sempre a mia disposizione, mi consentiva di fuggire da quel quotidiano, non
sempre sereno e giocoso, per potermi rifugiare in castelli incantati dove la
madrina, copia di quella tanto amata da Cenerentola, mi consentiva di solcare i
mari della fantasia là dove tutto era serenità, gioia e desiderio di
avventurarsi in luoghi mai esplorati. Nell’adolescenza i romanzi di “Liala”, di
“Delly”, di “Intimità” mi facevano trascorrere estati stupende, vissute su una
vecchia sdraio all’ombra del nespolo che troneggiava nell’orto di casa. Il mio
era un appuntamento quotidiano, nei mesi estivi…quando l’afa faceva da padrona
e non c’erano impegni scolastici che mi tenevano impegnata con i noiosi compiti
pomeridiani…il libro era il mio fidato compagno di viaggio.
Parole scritte,
dette, pensate, immaginate, talvolta irraggiungibili e incomprensibili.
Le parole avevano la capacità
di portarmi in luoghi armonicamente strutturati, dove il bene trionfava sempre sul
male, dove la giustizia aveva la meglio e il tempo non era scandito dalle
lancette degli orologi.
Parole intrecciate
che strutturavano storie, amori, dolori, avventure fantastiche che monitoravano
la vita, quella vita che da adolescente immaginavo perfetta perché pronta a
riaggiustare rotte, correggere errori, aiutare a rialzarsi quando una pietra di
inciampo aveva bloccato la strada.
Le parole lette,
erano parole di carta da odorare, lisciare, ascoltare narrare situazioni che
facevano emozionare fino alle lacrime.
Quelle letture, che
con il tempo si sono affinate e diversificate, hanno tracciato la mia vita e mi
hanno aiutata a crescere, a conoscere i miei bisogni più segreti, a rivedere me
stessa e quello che io volevo essere.
Nella maturità ho riletto
perfino quei “tomi pesantissimi” che durante le scuole superiori ci “obbligavano
a leggere”, ma dai quali, allora, non riuscivo a ricavarne i messaggi
significativi.
Ho imparato ad amare
Manzoni, Leopardi, Verga, Svevo, Pirandello, e mi sono lasciata trascinare dalle
sagre famigliari dei Buddenbrook, i Vicerè, il Gattopardo, la saga dei Cazalet,
Sorgo Rosso, Quando le montagne cantano…
Oggi, che ho
oltrepassato la maturità mi sento in dovere di ringraziare per aver avuto, ed
avere, la possibilità di leggere, di tenere la testa impegnata sulla pagina,
preferibilmente cartacea, e dalla mia comoda poltrona solcare i mari, scoprire
nuove terre, vivere avventure che mai avrei potuto sperimentare se non avessi
avuto il dono di poter leggere.
Continuo ad amare la
sagre famigliari e i romanzi che mi permettono di scoprire culture diversissime
dalla mia…ed oggi, in questa domenica un po’ opaca e nuvolosa in Valdinievole,
ho avuto la fortuna di farmi accompagnare da Jung
Chang “Cigni selvatici”…in Cina!
Buona lettura a
tutti!
(da “Le Cianfrusaglie
Preziose” di Anna Maria)