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domenica 12 aprile 2026

Parole lette

 


Ho da sempre amato leggere!

Alle scuole elementari, le mie letture preferite erano le fiabe e le favole. Ricordo ancora, con una tenerezza infinita, i giorni successivi alla mia prima comunione perché avevo ricevuto come regalo tantissimi libri, e quel tesoro, sempre a mia disposizione, mi consentiva di fuggire da quel quotidiano, non sempre sereno e giocoso, per potermi rifugiare in castelli incantati dove la madrina, copia di quella tanto amata da Cenerentola, mi consentiva di solcare i mari della fantasia là dove tutto era serenità, gioia e desiderio di avventurarsi in luoghi mai esplorati. Nell’adolescenza i romanzi di “Liala”, di “Delly”, di “Intimità” mi facevano trascorrere estati stupende, vissute su una vecchia sdraio all’ombra del nespolo che troneggiava nell’orto di casa. Il mio era un appuntamento quotidiano, nei mesi estivi…quando l’afa faceva da padrona e non c’erano impegni scolastici che mi tenevano impegnata con i noiosi compiti pomeridiani…il libro era il mio fidato compagno di viaggio.

Parole scritte, dette, pensate, immaginate, talvolta irraggiungibili e incomprensibili.

Le parole avevano la capacità di portarmi in luoghi armonicamente strutturati, dove il bene trionfava sempre sul male, dove la giustizia aveva la meglio e il tempo non era scandito dalle lancette degli orologi.

Parole intrecciate che strutturavano storie, amori, dolori, avventure fantastiche che monitoravano la vita, quella vita che da adolescente immaginavo perfetta perché pronta a riaggiustare rotte, correggere errori, aiutare a rialzarsi quando una pietra di inciampo aveva bloccato la strada.

Le parole lette, erano parole di carta da odorare, lisciare, ascoltare narrare situazioni che facevano emozionare fino alle lacrime.

Quelle letture, che con il tempo si sono affinate e diversificate, hanno tracciato la mia vita e mi hanno aiutata a crescere, a conoscere i miei bisogni più segreti, a rivedere me stessa e quello che io volevo essere.

Nella maturità ho riletto perfino quei “tomi pesantissimi” che durante le scuole superiori ci “obbligavano a leggere”, ma dai quali, allora, non riuscivo a ricavarne i messaggi significativi.

Ho imparato ad amare Manzoni, Leopardi, Verga, Svevo, Pirandello, e mi sono lasciata trascinare dalle sagre famigliari dei Buddenbrook, i Vicerè, il Gattopardo, la saga dei Cazalet, Sorgo Rosso, Quando le montagne cantano…

Oggi, che ho oltrepassato la maturità mi sento in dovere di ringraziare per aver avuto, ed avere, la possibilità di leggere, di tenere la testa impegnata sulla pagina, preferibilmente cartacea, e dalla mia comoda poltrona solcare i mari, scoprire nuove terre, vivere avventure che mai avrei potuto sperimentare se non avessi avuto il dono di poter leggere.

Continuo ad amare la sagre famigliari e i romanzi che mi permettono di scoprire culture diversissime dalla mia…ed oggi, in questa domenica un po’ opaca e nuvolosa in Valdinievole, ho avuto la fortuna di farmi accompagnare da Jung Chang “Cigni selvatici”…in Cina!

Buona lettura a tutti!

 

(da “Le Cianfrusaglie Preziose” di Anna Maria)

Fotografia "Elba"

 



 

Le fotografie fissano l’attimo fuggente del tempo,

racchiudono l’emozione vissuta

nel labirinto dei sentimenti

che come uno scrigno racchiudono ricordi.

Guardo l’immagine

e mi immergo in quel tempo che fu

sintesi perfetta di emozioni e sentimenti.

Oggi vorrei, con tutta me stessa,

riassaporare l’aroma di attesa e di vita,

sazia dell’essere insieme ad affrontare

la gioia dei sogni e le aspettative del vivere

il nostro progetto di amore.

Mi manchi, e con la malinconia nel cuore

continuo a camminare e ad essere un mendicante d’amore

che vive il presente grazie

a quanto mi è stato da te donato ieri…

 

(da “Le Cianfrusaglie Preziose” di AnnaMaria)

giovedì 9 aprile 2026

L’attimo esatto…

 


 


Se lascio vagare il mio sguardo al di là dei Monti Pisani,

c’è un attimo esatto in cui

la tua immagine si confonde con l’orizzonte,

e la luce dorata del tramonto

mi riconcilia con l’attimo presente

del faticoso vivere.

 

Smetto di essere confine tra ciò che è e ciò che è stato.

 

Una dolce melodia, che ricorda

il Canone di Pacbell, si impossessa di me

e mi trascina in uno spazio senza confini,

dove lo ieri si impersonifica nell’oggi

e mi tiene avvinta in un abbraccio intenso

che mi riunisce a te.

 

Come una biglia su un piano inclinato

rotolo tra i miei pensieri

saturi del ricordo di te.

 

(da “Le Cianfrusaglie Preziose di AnnaMaria)