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mercoledì 8 aprile 2026

La primavera del noce

 


Il vecchio noce ha emesso i nuovi germogli, ha iniziato la sua fioritura e il suo giallo polline ha rivestito la macchina che sotto le sue fronde ama sostare.

I grappoli pendenti del noce consacrato a Giove produrranno ottimi frutti che raccolti nella notte di San Giovanni, dopo aver accolto su di sé la preziosa rugiada aiuteranno l’alcool a diventare nocino per rallegrare i palati dell’umana gente.

La noce, che desidera stare nell’incavo della borsa ci proteggerà dalla cattiva sorte e come nella fiaba del “Forno” dei fratelli Grimm e in “Mignolina” di Andersen sarà la noce a compiere le magie portatrici di amore.

Si stanno vestendo di nuove fogge le piante del giardino e i toni di verde fanno a gara per far bella mostra di sé.

E’ primavera e l’aria frizzantina è satura di pollini e aromi delle piante in fiore che incuranti delle allergie che ci tormentano ballano liberi posandosi su uomini e cose…

 

(da “Le Cianfrusaglie Preziose” di Anna Maria)



 


giovedì 19 marzo 2026

Festa del Babbo 19 marzo 2026

 


...riflessioni sconclusionate per la festa del "BABBO"...
 
I “babbi” che ci hanno accompagnato nella nostra crescita restano parte di noi anche se non ce ne rendiamo conto.
Io ritrovo mio padre in alcune mie abitudini che vanno dal controllare il gas prima di andare a letto, il portone di casa o semplicemente la chiusura della finestra di cucina.
Ritrovo mio padre nelle frasi “non chiedere agli altri ciò che prima non sei in grado di chiedere a te stessa”… “rispondi con un sorriso”…”non coltivare la rabbia, fa male a te e non agli altri”…”ogni stagione ha i suoi frutti”… “lotta per tutto ciò in cui credi”…
Ritrovo babbo Everaldo nelle sopracciglia di mio figlio Daniele…e nel suo modo di gesticolare.
Ritrovo mio padre nei ricordi di quando bambina andavo con lui a prendere i pasticcini dal Pellegrini, la torta Iolanda dal Giovannini, il parmigiano dal Fiorini e i tortellini da Bonora.
Ritrovo mio padre nelle sue piante di limoni che ancora oggi mi donano i loro frutti e nella camelia che oggi è fiorita vicino al mio cancello di casa.
Ritrovo mio padre nei silenzi dei tramonti, nell’immensità del mare, nel cielo stellato del 10 agosto, e nella meraviglia del nostro Padule.
Ritrovo mio padre dentro di me, lì dove si è accoccolato quando ho trovato il coraggio di affrontare il dolore della perdita di mio marito e ho scoperto che riuscivo a sorridere con le lacrime negli occhi.
Ritrovo mio padre in quel tenero abbraccio che avverto ogni volta che mi sento sola…
Grazie babbo mio!
 
(da “Le Cianfrusaglie Preziose” di AnnaMaria)

mercoledì 18 marzo 2026

"La nebbia di marzo"

 

foto di Marco Pardi

In marzo la nebbia assume profumi,

 suoni e immagini diverse dal gelido inverno.

L’indistinto si mescola al conosciuto.

Al tratto preciso si sovrappone il tratto sfumato

pronto a diventare qualcosa di diverso da sé.

Il ghiaccio non penetra sulla pelle

si accontenta di pungere le mani,

di rendere opaca la luce che

cerca uno spiraglio per fendere l’aria

ma resta imprigionata nell’indistinto

contenendo in sé il reale e il sogno in una sintesi

di suoni, sapori e aromi

che ondeggiano tra ciò che è e ciò che si spera sia.

Lasciamo l’immaginazione libera di cercare spazi definiti

che i contorni morbidi modellano ma che non riescono a definire.

Lo spazio è realtà di vita che in sé tutto comprende e assimila

offrendo  spazi a nuove possibilità di esistenza.

La nebbia della vita ci avvolge e ci guida

nel labirinto del quotidiano

senza il filo di Arianna.

 

(da “Le Cianfrusaglie preziose” di AnnaMaria)

sabato 7 marzo 2026

“Zona d’ombra”

 

     Foto di Marco Pardi

 

Sto bene nelle zone d’ombra

dove si lascia spazio all’immaginazione

e i confini sono sfumati

nel silenzio dell’umano vivere.

C’è un dialogo tra me e l’ambiente

che si nutre di odori  e melodie

fatte di suoni e profumi

tra i muschi e le foglie che popolano i terreni.

La parola nasce dall’animo

e si posiziona nell’intreccio della memoria

di quando a braccetto a te attraversavo gli spazi dell’animo

e mi nutrivo di amore di vita vissuta.

 

(da “Le Cianfrusaglie Preziose” di AnnaMaria)

venerdì 6 marzo 2026

"La mancanza non riesco a misurarla in anni"

 




La mancanza non riesco a misurarla in anni.

Sono ormai 20 anni che non sei più qui vicino a me, ed io continuo a cercarti nei luciferi tramonti, nel silenzio della mia vita e nella rumorosa risata dei nostri nipoti che ti conoscono solo attraverso i ricordi miei e dei nostri figli.

Non sai quanto mi manca il tuo abbraccio rassicurante e il tuo bacio prima di addormentarmi.

Mi manchi, non sai quanto mi manchi!

Ancora oggi, come 20 anni fa, mi sento una mendicante d’amore che cerca di ridare un senso alla sua esistenza consapevole che mi sento lacerata, incompleta, inadeguata perfino nelle semplici mansioni quotidiane.

Il lutto non si ricuce mai!

Non si supera!

Non si riesce ad accantonare, si può solo accettare e sopportare cercando di conviverci perché quello che si vive è una storia interrotta che non riesce a rigenerarsi.

La tua mancanza, che diventa presenza, ha frantumato la mia vita e mi ha resa orfana di me stessa.

Nel silenzio della notte vivo il tuo amore che va al di là della perdita e mi narra ciò che è stato.

Ogni giorno faccio quello che devo fare, mi impegno nel quotidiano, sorrido, mi arrabbio vivo quella quotidianità mascherata che mi fa fare ciò che è giusto fare ma mi sento sdoppiata in quel che devo e in quello che vorrei  perché una parte di me è ancora lì vicina a te, nel tuo ultimo sguardo, in quella mano intrecciata alla mia, in quella carezza di sofferenza vissuta in prima persona in cui mi chiedevi di continuare a vivere anche per te.

Ho le radici su questa terra, ma i miei pensieri vanno al di là dei monti Pisani dove nei rossi e malinconici tramonti ti cercano.

Ho imparato a vivere abbracciata a un ricordo, all’assenza che occupa tantissimo del mio spazio e mi sommerge e mi sorprende.

Non ti ho perso 20 anni fa, ti perdo ogni volta che vorrei sfogarmi e raccontarti cosa mi è successo, ti perdo quando mi rispecchio negli occhi dei nostri figli, ti perdo quando ho bisogno di un confronto, ti perdo nelle date per noi importanti, ti perdo quando i ricordi si affievoliscono e continuo a perderti oggi, domani e sempre…

Ci sono dolori così totalizzanti che non si possono spiegare, si possono solo vivere perché non ci sono farmaci per curarlo, è il dolore di un addio senza ritorno che mi ha devastata e cambiata.

La tua mancanza, che diventa presenza, è un dolore che vive e  prepara il cuore per un’assenza che scandisce il tempo per imparare a vivere in attesa di riabbandonarsi a un abbraccio che sia un sigillo di NOI.

 

(da “Le Cianfrusaglie Preziose” di AnnaMaria)