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mercoledì 7 giugno 2017

Empatia







"Empatia"
Sei a tanti chilometri di distanza da me,
eppure riesco a sentire il tuo respiro,
percepire i tuoi passi,
e immergermi nei tuoi pensieri,
là dove insieme al tuo abbraccio
amo sostare!

(da “Le Cianfrusaglie preziose” di AnnaMaria)

domenica 4 giugno 2017

Giugno



Giugno, mese di festa dei ragazzi,
termina la scuola...
e la memoria va al tempo in cui bambina
scorrazzavo gioiosa tra i campi
della campagna toscana
e non perdevo occasione per
cogliere fragili mazzi di rosso abbagliante di papaveri
tra il giallo oro del grano maturo,
che lasciava intravedere il blu intenso dei lapislazzuli
del signorile fiordaliso.
Il vecchio ciliegio dominava i campi
con le sue drupe carnose…le gege…
che, polpose e di un viola scuro
macchiavano in modo indelebile
le chiare magliette.
Il grosso ramo, al quale era facile arrivare,
trasudava di resina dalle ferite della sua corteccia
e attirava a sé le laboriose api.
Il vento dei ricordi…popola la mente oggi adulta
che si sazia di profumo di erba tagliata
e di delicata camomilla
e incurante della matura età,
ama sostare là dove ricordi sono un eden
che nessuno ti può rubare!

(da "Le Cianfrusaglie preziose" di AnnaMaria)

sabato 18 marzo 2017

Il mio babbo




Sono figlia unica, nata da genitori, per la mia epoca, considerati anziani perché io sono nata che mamma aveva 39 anni, e babbo 44… e dopo ben 18 anni di matrimonio.
Il mio “babbo” è stato con noi fino a quando io non sono diventata maggiorenne, ma poi, nostro Signore ha deciso che lo voleva vicino a sé…e anche mamma, quando io avevo 23 anni è andata a ricongiungersi con quello sposo che l’ha amata tantissimo.
Ho avuto solo la possibilità di vivere con mio padre per 18 anni, e tutti sappiamo molto bene di come sia difficile e problematico il rapporto tra genitori e figli adolescenti.
Ho tantissimi ricordi di tenero amore, di rigore morale ed etico, di tenera comprensione, ma anche di fermezza e autorevolezza di quell’Everaldo che con uno sguardo intenso e profondo entrava dentro il mio animo di “bimba birbona” e di “adolescente ribelle”.
Non sono mai stata una figlia modello, molte volte mi sono ritrovata ad andare contro corrente, a lottare per tutto ciò che ritenevo per me stessa giusto e necessario, anche se questo richiedeva continue discussioni o battibecchi per poter affermare da parte mia “faccio quanto babbo mi chiedi, ma sappi che lo faccio perché tu me lo chiedi e non perché io voglio farlo”.
Il mio babbo, che nei miei ricordi era altissimo, da piccola mi teneva per mano e alla domenica mi portava sempre con sé per le vie cittadine e mi spiegava, con un linguaggio semplice, conciso, diretto, tutto ciò che mi stava intorno e che lui voleva che io comprendessi e amassi. Il mio babbo era un uomo semplice abituato a lavorare dalla mattina alla sera. La stanchezza di fare un lavoro faticoso (faceva il macellaio) molte volte lo faceva appisolare dopo pranzo sulla sedia. Lo rivedo ancora oggi con le braccia appoggiate al tavolo e la fronte a diretto contatto delle mani, come se volesse rubare solo qualche minuto all’attività…per poi ripartire con più determinazione e vigore. Nell’estate, quando l’afa si faceva sentire in modo opprimente, era facile vedere una 1100 fiat al margine della strada con il “Ponziani” a schiacciare un pisolino, prima di andare con il sensale a scegliere i vitelli dai contadini locali. La carne che vendeva doveva in primo luogo piacergli...se il vitello non era come piaceva a lui..non lo comprava!
Quanti ricordi babbo dei nostri 18 anni insieme!
Ho ancora vivo in me il tuo sguardo, quando dal letto dell’ospedale, pochi giorni prima di morire di leucemia, mi dicesti:
-“Cocca, mi raccomando, pensa alla mamma…non è forte come te, dopo la mia morte avrà bisogno di tutta la tua forza per andare avanti. Completa i tuoi studi, promettimi che finirai l’università e che ti comporterai sempre ricordando che: NON POSSIAMO CHIEDERE AGLI ALTRI CIO’ CHE NON SIAMO IN GRADO DI CHIEDERE A NOI STESSI.
L’ho fatto babbo, ho finito l’università, mi sono laureata, ho preso tutte le specializzazioni che la mia laurea mi consentiva…ed oggi la tua cocca è un’insegnante, una madre e una nonna che a sessantanni porta ancora nel profondo del suo cuore tutto ciò che con autorevolezza, fermezza e tenerezza mi hai insegnato.
Grazie babbo…un grande bacio con tante coccole..ovunque tu sia...
la tua Cocca!


(da “Le Cianfrusaglie” di AnnaMaria)

martedì 28 febbraio 2017

Quasi marzo...



Il crudo freddo dell’ultima sera di febbraio
fa salutare le colorate maschere,
attraverso la malinconia di un pulcinella
che consapevole dei problemi esistenziali
del viver quotidiano,
con un sorriso burlesco
si prende gioco dei potenti
che ragionano e non fanno.
Febbraio se ne va con i suoi ricordi,
lascia la porta socchiusa allo sbarazzino marzo,
che con la sua capricciosa instabilità
richiama Proserpina a nuova vita,
e sorride a Cerere dispensatrice
di futuri abbondanti raccolti.
La gemma rinasce dal letargo invernale,
non avvisa, balza sicura
tra i gialli della mimosa e i colorati toni
della signorile camelia per ammaliare
lo sguardo e colmarci di aromi.
E’ nell’aria…la colorata primavera
che come una misteriosa donna
cattura i nostri pensieri
inebriandoci con una scia di profumo di vita.

(da "Le Cianfrusaglie" di AnnaMaria)

domenica 19 febbraio 2017

Dono





Rivedo me giovane ragazza,
innamorata della vita
e avida di assaporare la gioia
di condividere
“il me con te”.
Avverto oggi l’aroma di un profumo lontano
che ha intriso le pagine di una vecchia agenda,
testimone di emozioni
fermate sulla carta
a dispetto del correre del tempo.
Come un puzzle vissuto,
ricostruisco attimi di vita
diventati il mio prezioso bagaglio
al quale attingo oggi
per vivere il mio attimo presente.
Come un cercatore d’oro
scruto nel vecchio baule dei ricordi
cullando le emozioni che,
vivide come “ieri”
mi conducono a sorridere
e a ringraziare per tutti i doni
che l’averti incontrato
mi sono stati elargiti.

(da "Le Cianfrusaglie" di AnnaMaria)